Gestire le persone, la cosa più difficile in assoluto.

Oct 12, 2019

Nella conduzione di una palestra o di un club sportivo, la gestione delle risorse umane è senza dubbio la cosa più complicata ma più importante.

 

Questo accade sia per l’elevata quantità di risorse da gestire, perché una palestra ha ovviamente moltissime risorse operative, sia per la diversificazione di queste risorse, che sono di tante tipologie differenti.

 

In una palestra infatti possiamo trovare tante figure, come:

  • i professionisti, che lavorano a tempo pieno per la struttura e dovrebbero essere dei dipendenti (o dei professionisti a partita IVA che lavorano esclusivamente per la palestra);

  • i freelance, che lavorano in più palestre e prestano il loro lavoro in struttura per una o due sere a settimana, ma hanno anche altre palestre presso le quali svolgono corsi, e spesso un altro lavoro (ad esempio gli insegnanti di educazione fisica che lavorano di mattina nelle scuole e di sera nelle palestre);

  • i part-time che, come gli insegnanti, svolgono questa attività come secondo o terzo lavoro.

 

Con queste diverse tipologie di risorse ci sono tante e differenti dinamiche che si innestano in relazione alla gestione del club.

Nel nostro lavoro è necessario sviluppare un grado di leadership elevato per far sì che queste diverse realtà seguano una linea condivisa.

Sono tante le variabili in gioco, capisco bene che non sia facile. Ma proprio da questa difficoltà nasce l’esigenza di lavorare allo sviluppo e al mantenimento di una buona leadership.

 

"CERCA I TALENTI E SOPRATTUTTO CERCA
DELLE PERSONE IN CUI VEDI UNA POTENZIALE CRESCITA."

 

Per avere una buona leadership bisogna quindi conoscere a 360° tutte le cose che ci sono da fare in un club: in quanto titolare di palestra devi essere in grado di gestire una trattativa, saper seguire un cliente in sala attrezzi anche se non sei un tecnico, sapere a cosa serve un corso piuttosto di un altro, conoscere la manutenzione, intendere il marketing, avere un grado almeno sufficiente nella conoscenza di ogni settore.

Questo ti permette di effettuare il passaggio successivo, ovvero la delega a terzi: puoi delegare una qualsiasi mansione solo e soltanto nel momento in cui la conosci perfettamente.

Spesso durante le mie consulenze ho visto imprenditori commettere l’errore di delegare delle mansioni di cui sapevano poco o niente.

In particolare, una delle aree che gli imprenditori tendono più spesso ad affidare a persone o agenzie esterne è quella del marketing. Ma non avere alcuna idea di come gestire i social, come fare una campagna, come gestire il proprio sito, e delegare il 100% delle proprie attività di marketing ad altri, innesca sempre una serie di problematiche.

Innanzitutto perché chi non sa nulla di marketing non è in grado di va- lutare il lavoro che sta svolgendo la persona o l’agenzia che se ne occupa. E poi perché senza un monitoraggio costante rischia di accorgersi troppo tardi se un’iniziativa funziona o meno.

Spesso le palestre non sono gestite da imprenditori, ma da semplici tecnici che si improvvisano gestori. Persone che curano molto la parte “pratica” perché hanno fatto per anni i personal trainer, ma che delega- no completamente tutta la parte commerciale ai venditori, non verificano personalmente l’andamento del settore e non sono interessati a crescere professionalmente in quell’ambito.

Ecco, questi NON sono e NON potranno mai essere dei leader.

Non esiste un leader che nella parte operativa non abbia le conoscenze basilari di ogni settore per poter gestire la palestra in toto.

Il leader deve essere riconosciuto, e si viene riconosciuti solo se si sa fare, se si sa parlare in pubblico, coadiuvare i collaboratori, gestire le situazioni critiche.

Ogni giorno nella gestione di un’attività si incontrano delle criticità: l’abilità del leader sta proprio nel saperle affrontare.

Se vuoi costruire un’attività di successo devi rendere tutti i tuoi colla- boratori sostituibili: non devi dipendere da nessuno né non poter funzionare senza qualcuno.

Questo non significa assolutamente disinteressarti ai tuoi collaboratori, anzi: devi valorizzare le risorse, fare squadra, premiare le persone più meritevoli che ottengono i maggiori risultati e ti dimostra- no fedeltà e sani principi.

Fare in modo che chiunque - tu compreso - sia sostituibile all’interno del tuo club, significa che l’eventuale mancanza di una risorsa sia un problema risolvibile in pochi mesi.

Un aspetto che devi coltivare, per quanto in mezzo agli impegni quotidiani possa sembrare impossibile, è la condivisione con i collaboratori.

Trova sempre del tempo per condividere le idee con loro: almeno un paio di volte l’anno incontratevi per parlare liberamente della visione della tua azienda, dei tuoi obiettivi, di ciò che va bene e ciò che può essere migliorato.

Tante cose che per te sono scontate magari non lo sono per i tuoi collaboratori, semplicemente perché non gliele hai mai dette.

Puoi pretendere che i tuoi dipendenti abbiano determinate nozioni, non dare per scontato che si siano fatti passaggi che invece spesso mancano.

Molte volte ci si limita alla formazione tecnica delle persone, ma ma questa si rivela utile solo dopo una condivisione di fondo di dove vuoi portare l’azienda, dell’obiettivo generale e di quelli stagionali.

Lavorare in maniera più profonda con i collaboratori presuppone una condizione fondamentale: che il leader sia una persona completa che sceglie con cura il proprio team.

 

Luigi Cacciapaglia

Wellness Vincente